sabato, gennaio 14, 2006

la caduta dei gravi

Beh non è un trattato sulla forza di gravità, anche perchè Newton ha fatto molto meglio di me + di un centinaio di anni fa, non è neanche un trattato di grammatica italiana sull'utilizzo degli accenti, ma solo una constatazione di fatto, mi spiego:
-Sarà già capitato anche voi che vi cada dalle mani un oggetto, non so una matita, un bicchiere, un pc portatile, del trinitrotoluene, MA il classico dei classici è la caduta di un piccolo oggetto quale ad esempio un tappo.
Ecco è assolutamente sitematico che se un tappo vi sfugge dalle mani questo precipita (Galileo e poi Newton ci hanno spiegato xchè) e nei suoi urti elastici al suolo va ad infilarsi sotto i mobili e non in una posizione comoda ad essere raccolto, no, nella + profonda delle distanze che generalmente corrispondono con la parete presso la quale sono appoggiati i mobili quindi ad almeno 60 cm di distanza dalla superfice del pavimento visibile normalmente. L'unica soluzione è una strisciante perlustrazione del spazio dimenticato dal divino ed oscuro alla vs vista xchè al di sotto dei piedini del mobilio, una ricerca che possa concedere a voi la fortuita coincidenza di allungare le dita della mano proprio lì nelle adiacenze dello zoccolo o battiscopa della parete + nascosta ed imputridita della casa e trovare il grave a voi sfuggito qualche decina di centimetri + in alto.

La morale: la caduta di un grave in casa, comporta l'imputridimento dell'arto, l'uso di un'eloquio spiacevole alle orecchie ed il possibile smarrimento dell'oggetto. Ne consegue il nuovo postulato sulla caduta dei gravi:
"La caduta del grave è una sfiga".

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