venerdì, febbraio 24, 2006

emozioni e tregua

Che emozioni queste olimpiadi, ho cercato di guardare il maggior numero di competizioni e gare che potevo, oggi è stato strepitoso. Siamo partiti tutta la famiglia Iacopuzzo compreso, questa mattina per Pragelato per andare a vedere e sostenere la nostra mitica Rebecca: bellissimo, anche le nazionalità diventano un'opinione al cospetto della capacità, energià e volontà degli atleti del mondo.
Evviva la tregua!

venerdì, febbraio 10, 2006

Lacrime sacre di Massimo Gramellini

Mi permetto di riportare l'articolo di Massimo Gramellini (giornalista de La Stampa) apparso sul quotidiano questa mattina.
Ho deciso di riportarlo perchè Gramellini ha davvero toccato il segno della nostra torinesità, io ho provato quella sensazione da lui descritta.


"Lacrime sacre

Passa la fiaccola e la gente piange. Piange chi la porta e chi la guarda, il manager cinico e l’algida signora. Piangono soprattutto gli adulti. I bambini fanno «oh», ma nel senso di «oh papà, sei matto: perché piangi?» e non è che sia sempre così semplice rispondere. Non basta la solita sfilza di parolone in rima con «one»: l’emozione, la confusione, la sensazione di essere al centro dell’azione. E non puoi neanche rifugiarti nei precedenti: al passaggio della torcia in Australia gli spettatori urlavano. Ad Atene cantavano. A Torino il copione dei luoghi comuni avrebbe preteso che tossicchiassero composti, mormorando al massimo qualche «oh basta là».

Invece i torinesi piangono. Assiepati a decine di migliaia sui bordi della strada, commossi e felicemente ignari delle elucubrazioni mentali dei «no global». Piangono senza scrosci da scena madre, ma con sobria lentezza sabauda. Perdono acqua dagli occhi come rubinetti chiusi male o forse riaperti a fatica dopo un lungo congelamento. La visione ravvicinata del fuoco di Olimpia rievoca il ricordo della forza creatrice. E’ un richiamo atavico che smuove le coscienze e fa vibrare i cuori ovunque, ma evidententemente risuona più forte qui, al cospetto di un popolo abituato a comprimere le passioni dentro un abito dimesso e, lo ha scritto Gabriele Romagnoli su Vanity Fair, «a considerare la felicità un lusso un po’ cafone». Davanti alla fiaccola il torinese si scopre felice di essere felice. Ed è tale la sorpresa che gli viene da piangere. "

orgoglio

non so se è già capitato anche a voi di essere orgogliosi, io lo sono stato questa sera, orgoglioso di essere italiano e orgoglioso di essere torinese. I giochi olimpici sono aperti e la ns città ha dimostrato le doti che abbiamo e che spesso non siamo in grado di mostrare, ma questa sera no, questa sera abbiamo detto al mondo che siamo artisti, ingegneri, atleti, registi, e concreti rappresentati dell'italianità.

SONO ORGOGLIOSO!

mercoledì, febbraio 08, 2006

otto per mille alla ricerca scientifica

Riporto un'articolo riferito ad un'iniziativa davvero MOLTO INTERESSANTE:

Roma, 31 gen. (Ign) - Ricerca scientifica alla riscossa. Dopo aver
dovuto combattere contro la fuga di cervelli e di fondi, oggi la
cenerentola italiana ha al suo fianco un alleato in più, la gente
comune. E' infatti promossa da un'iniziativa popolare la proposta di
legge per devolvere l'8x1000 dell'Irpef proprio alla ricerca
scientifica.
Stanco di poter scegliere solo tra Stato e religioni, un
gruppo di cittadini, che si fa ogni giorno più folto, si è fatto
promotore di questa importante campagna conquistando rapidamente,
complice il web, un largo consenso. Per aderire all'iniziativa è
sufficiente, infatti, compilare un semplice form pubblicato sul sito
www.clubfattinostri.it/8x1000, ma per raggiungere l'obiettivo servono
almeno un milione di adesioni
.

Rigorosamente apartitica, la proposta nasce dalla considerazione che le
disattenzioni nei confronti della ricerca danneggiano indifferentemente
tutti: ricchi e poveri, credenti e atei, militanti di destra e sinistra.
I promotori la definiscono ''una battaglia di libertà'' condotta a
beneficio di tutta la collettività, anche di chi alla fine sceglierà
comunque di non firmare a favore della ricerca. Attualmente, infatti, la
legge 20 maggio 1985 n. 222, che ha istituito l'8x1000, consente di
scegliere solo tra religioni e Stato. Per questa limitazione, 22 milioni
di contribuenti scelgono di non devolverlo a nessuno ma spesso non sanno
che va quasi tutto alla Chiesa, perché, come recita l'art. 47 della
legge, ''in caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la
destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse''. Si
tratta di una fetta considerevole di contribuenti, ben il 60%, che,
messi nella condizione di scegliere, magari esprimerebbero la loro
preferenza nei confronti della ricerca scientifica.

La proposta di legge, consentita dall'art. 50 della Costituzione
Italiana (che recita: "Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni
alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni
necessità''), consiste nell'aggiungere un'altra opzione di scelta a
quelle già contemplate dalla legge. Cioè, per devolvere l'8x1000
dell'Irpef, il contribuente deve poter scegliere di firmare tra le
opzioni attuali più la ricerca. La proposta mira, dunque, ad ampliare e
non a ridurre la libertà di scelta del contribuente. E chissà che, a
furor di popolo, la ricerca, finora sostenuta solo da pochi benefattori
e da occasionali vendite di arance e azalee, trovi finalmente una fonte
di risorse consistente e stabile.